Un’estasi di pura poesia

di ANTONELLA FERRARO – Ci sono creature la cui unicità conferisce senso a ogni forma, ogni gesto, finanche ad entità incorporee come il suono. Creature che sono al mondo per dare e  darsi e che non necessitano di orpelli e decori per risultare terribilmente belle. Mariangela Gualtieri è una di queste.
Quando entra in scena, sotto la cupola dell’Annunziata, e si avvicina al microfono nell’abitino nero claustrale, per celebrare, in un luogo un tempo sacro,  il suo rito sacrale Bello Mondo, l’unico pensiero che insorge è : riverberante. Bagliori nei suoi occhi sereni e azzurrissimi, lampi abbacinanti nella sua voce senza tempo,di donna e bambina, che fonde canti ed echi rapiti alla storia. Luce che zittisce e commuove nelle sue parole, mormorate a un microfono che amplifica ogni ansito, ogni sospiro.
GUALTIERIIl secondo pensiero che affiora è: solo lei. Solo lei può rapire e avvincere una moltitudine di persone immergendole in una trance poetica che sa di stelle e miele amaro per intere mezzore, senza fare assolutamente nulla salvo parlare, nella più totale immobilità.
Una declamazione sommessa e umile, talvolta quasi fra sé e con sé.
Chi ha assistito ad almeno uno degli spettacoli del Teatro Valdoca, da lei fondato assieme a Cesare Ronconi più di trent’anni fa, sa quanto sia profonda la devozione di Mariangela verso il silenzio e, quindi, verso il suono. Attraverso di lei, quest’ultimo si fa verbo sgorgando da sorgenti ancestrali, nella traduzione delle voci di dentro.
Ciò che stupisce sempre, anche dopo anni di frequentazione delle sue liriche, è la nitidezza della sua percezione sovrasensoriale, il contatto costante che intrattiene con le energie della natura e dell’universo circostante.

Bello Mondo contiene autentici diamanti, che hanno aperto sentieri rigogliosi e fecondi alla letteratura poetica del nostro paese. Poesie d’amore, impastate di senso e verso, corporali e attente ai palpiti di carne e cuore, come Sii Dolce Con me, Alcesti Amore Perduto o la stupenda Si Succhia Cielo e Terra, dedicata in realtà al miracolo della rinascita primaverile.
Oltre alla recente raccolta Le Giovani Parole, divisa in sette sezioni (Gemma dell’Anno Prossimo,Ma’, Studio sullo Stare Fermi,le Giovani Parole, Tua prodigiosa visione, Bello Mondo ed Esercizi al microscopio), la Gualtieri ha proposto alcune liriche del passato, scritte per spettacoli teatrali e , in chiusura, la sconvolgente Ringraziare Desidero, ispirata alle opere omonime di Borges e Whitman e S.Francesco d’Assisi.
Brividi e nient’altro per opere come Bambina Mia o Ogni Giorno Partorivo la Mamma, dedicata a questa figura e si accoglie a capo chino, come un autentico rito, la splendente, amorevole Benedizione.
Difficile contenere e arrestare gli applausi, catartici e liberatori, commossi, interminabili.
Sublime, rispettosa, semplice Mariangela, modesta come ogni  autentico spirito eccelso, dimessa nel darsi, senza essere sé, alla sensibilità di chi la ascolta e riceve il suo enorme dono.

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