Vico Quarto Mazzini e i sei personaggi in cerca d’autore

In scena sabato 23 febbraio, alle 21.30, e domenica 24, alle 17, al Teatro Apollo di Mondavio, la versione contemporanea dei Sei personaggi in cerca d’autore con la compagnia Vico Quarto Mazzini. Una visione non scontata dei classici temi pirandelliani (il teatro nel teatro, la crisi dell’io, il contrasto tra vita e forma), per esaltare l’opera attraverso una chiave interpretativa che possa portare lo spettatore a riflettere su questi eterni temi con un nuovo spirito e un rinnovato interesse. Vico Quarto Mazzini è formato da Michele Altamura e Gabriele Paolocà.

Gabriele, qual è l’origine di questo nome curioso?

«Il nome viene dalla Puglia: quando facevamo i nostri primi spettacoli, affittavamo un monolocale, spesso abitato da tanti attori, che era una delle tante traverse di via Mazzini, il Vico Quarto appunto. Un omaggio ai nostri esordi».

E come è nata la vostra collaborazione?

«Otto anni fa, durante l’accademia Nico Pepe di Udine che ha formato numerosi gruppi della scena teatrale contemporanea. Poi la scelta della residenza pugliese è venuta dal fatto che Michele viene da lì: ma lavorare in provincia è uno dei motivi per cui ha senso, oggi, fare questo mestiere».

La vostra è una compagnia indipendente, che punta su l’attore pensante, che scrive per la scena, la dirige e infine la abita?

«Noi nasciamo come attori e tutta la nostra ricerca per forza di cose gira attorno a quello che ci piace recitare e portare in scena. Fino ad oggi siamo passati dalla drammaturgia contemporanea alle rivisitazioni radicali di testi classici: prima Amleto, poi Ibsen ed ora il grande Pirandello».

Sei personaggi è, per eccellenza, il gioco del teatro nel teatro, ma anche il gioco delle parti?

«Passano i decenni e Pirandello resta sempre il punto di riferimento di tutte le avanguardie: l’arte teatrale si scontra con gli stessi temi con cui si scontrava lui, un precursore della ricerca teatrale sul concetto di realtà e finzione. Pirandello è un “ostacolo” che prima o poi devi affrontare, per come ha cambiato le sorti della drammaturgia e delle riflessioni sull’importanza del gioco teatrale nel contesto sociale».

La vostra è una messinscena fresca che si allontana da quelle tradizionali?

«La chiave utilizzata nasce da una domanda: come una compagnia indipendente che non potrebbe mai prendere in considerazione un testo con tanti attori può mettere in scena questo spettacolo? Ecco perché il protagonista è un capocomico che vive in un teatro abbandonato e lo spettatore, fin dalla sua entrata in sala, sarà posto subito davanti al dubbio di vivere tra realtà e finzione».

E in che mondo vive un artista?

«Il cortocircuito che accade durante uno spettacolo non avviene né sul palco né in platea e forse noi viviamo in quella parentesi che creiamo tra la realtà del fuori e la finzione della scena. Questo è lo spazio di vita che abbiamo scelto di occupare, con i suoi pro e i suoi contro, ma ce lo teniamo ben stretto».

In questo lavoro in scena anche gli Asini Bardasci che vi ospitano a Mondavio?

«Siamo sempre felici di aprirci all’esterno: con Filippo ci conosciamo da tempo, dai primi anni in Puglia. La cosa bella è cercare di rappresentare questa nuova generazione di attori che non aspetta la chiamata del grande teatro stabile: fa un milione di cose e cerca comunque di animare la scena contemporanea».

 

ANDARE A TEATRO A MONDAVIO è sempre un momento di incontro e scambio. Prima dello spettacolo infatti, con La Stanza delle Primizie, l’ambiente riservato alle realtà creative del territorio declinato al femminile, si scoprirà Arte Mendicante, davanti ad una macchina da scrivere, uno sguardo da cartomante, una lettera dedicata a chiunque vorrà sedersi davanti agli occhi di una scrittrice.  Prima di accomodarsi a teatro per lo spettacolo poi sarà possibile gustare un aperitivo – cena a cura del Bar Il Duca. Dopo lo spettacolo invece spazio al dialogo e allo scambio di opinioni con la compagnia per addentrarsi meglio nel lavoro degli attori e nell’opera pirandelliana rivisitata.“Anche questo è teatro”, questo il nome della rassegna ideata dalla compagnia residente Asini Bardasci al Teatro Apollo di Mondavio, gode del supporto del Comune, di Cantine Fiorini e di Amat.

Per info e prenotazioni  3394518693 oppure  3338996348.

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