Vitruvio 3.0: la disarmonia armonica

‘Juditha Triumphans’ o di come la disarmonia diventi armonica
Mercoledì 13 luglio a Fano, San Francesco ospita un’opera di Antonio Vivaldi inedita per la città.

di FRA FOR – Armonia e disarmonia. Due concetti (o uno soltanto?) che permeano la storia dell’uomo fin dalla sua origine, categorie proprie della percezione e dei sensi: in qualche modo, tutto quello che ci circonda è dotato di armonia, anche nella disarmonia. E allora, perché non provare a descriverle e darne conto con la musica, il linguaggio che più in assoluto le rappresenta? Da qui nasce la nuova stagione concertistica dell’estate fanese “Vitruvio 3.0 – Armonie sotto le stelle”, una serie di appuntamenti musicali che, da un lato s’identificano con l’obiettivo identitario della città, dall’altro con quello appunto del vitruviano concetto di armonia. Ad aprire il cartellone,  l’8 luglio, è stato il concerto “L’Armonia dei numeri” (Chiesa di San Francesco – ore 21.00) nel quale sono stati proposti brani celeberrimi la cui bellezza è data dal <fondamento matematico di partenza – spiega la musicologa Maria Chiara Mazzi – dalla geometria inesorabile della struttura compositiva attorno alla quale artisti come Dufay o Bach hanno saputo dare, come i grandi architetti dell’antichità e del Rinascimento, un rivestimento d’arte tale da nasconderci il calcolo e farci gustare solo l’impareggiabile ‘armonia’>.

Mercoledì 13 luglio prossimo alle ore 21.00 sarà l’affascinante cornice della chiesa di San Francesco ad ospitare, per la prima volta nella storia di Fano, la Juditha Triumphans (devicta Holofernis barbarie), unico oratorio (RV 644) di Antonio Vivaldi la cui partitura è giunta fino a noi, interpretata dalla sezione femminile del Coro del Teatro della Fortuna “M. Agostini” e dall’Orchestra Sinfonica Rossini (formazione cameristica) e diretta dal M° Mirca Rosciani. <Un meraviglioso esempio di ‘armonia’ – aggiunge la Mazzi – intesa come faticoso risultato della mediazione tra gli opposti, appunto le ‘disarmonie’>.

Ricorrono, ad oggi, esattamente 300 anni dalla composizione di quest’opera speciale e singolare allo stesso tempo. Era, infatti, il luglio del 1716 quando, dopo un anno di assedio, la Repubblica di Venezia strappò definitivamente l’isola di Corfù dalle mani del secolare nemico turco e commissionò ad Antonio Vivaldi l’oratorio sacro Juditha Trimphans per celebrare la vittoria. Unica delle partiture vivaldiane di questo genere ad essersi conservata, essa è anche la più difficile ed intrigante del catalogo di musica sacra vocale del compositore e fu messa in scena per la prima volta all’Ospedale di Pietà di Venezia nel novembre dello stesso anno. Il libretto, scritto da Giacomo Cassetti, si basa sul biblico Libro di Giuditta e ci spiega perfettamente la chiave allegorica nella quale interpretare i personaggi: Giuditta simboleggia Venezia, Oloferne il Sultano, Abra la Fede, Betulia la Chiesa, Ozias i cristiani. La trama è, dunque, quella del Libro di Giuditta: il Re assiro Nabucodonosor manda un esercito contro Israele per esigere i tributi non versati. Sotto il comando del generale Holofernes, gli Assiri assediano la città di Betulia nell’intento di conquistarla. La giovane vedova ebrea Juditha va dal condottiero assiro per implorare pietà. Egli s’innamora di lei, la quale lo asseconda. Dopo aver banchettato e bevuto tanto vino, Holofernes cade addormentato e Juditha, dopo averlo decapitato, fugge dal campo nemico e torna vittoriosa a Betulia.
Cinque, dunque, le soliste del Coro del Teatro della Fortuna “M. Agostini” che calceranno la scena affrontando anche ruoli maschili: Juditha – Elisa Gentili / Holofernes – Anastasia Pirogova /  Vagaus – Anna Zanotti, Yelizaveta Milovzorova / Abra – Laura Piermattei / Ozias – Anastasia Pirogova.
La rappresentazione dell’opera, nonostante sia stata concepita in forma di concerto, si avvale di movimenti scenici e giochi di luce ideati e realizzati da Marco Florio, dell’intervento di una voce recitante, quella di Noris Borgogelli, che guiderà il pubblico al seguito del comandante Holoferne e della vedova Juditha e di alcuni interventi critici della musicologa Maria Chiara Mazzi che serviranno ad approfondire la storia dell’opera, delle sue ‘disarmonie’ e di come in un sol colpo esse si risolvano in un’unica grande e maestosa ‘armonia’.

A chiusura della stagione concertistica “Vitruvio 3.0”, il 17 luglio, in Piazza XX settembre la rassegna si concluderà con “Omaggio a John Williams – L’armonia delle sfere” con l’Orchestra Sinfonica Rossini: <e dalla teogonia – conclude la Mazzi – dall’inizio della storia, arriviamo così in conclusione alla fantascienza in un Universo infinito, sempre nel nome dell’armonia e della bellezza>.

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